Better parted
I see people crying
Truth gets harder
There's no sense in lying
Help me
Find a way from this maze
I can't help myself
When I see tenderness before you left (Forget)
That even breaking up was never meant (Forget)
But only angels look before they tread (Forget)
(living in another world to you)
(living in another world to you)
(living in another world to you)
Better parted
I see people hiding
Speech gets harder
There's no sense in writing
Help me
Find a way from this maze
I can't help myself
When I see tenderness before you left (Forget)
That even breaking up was never meant (Forget)
But only angels look before they tread (Forget)
(living in another world to you)
(living in another world to you)
(living in another world to you)
Help me
Find a way from this maze
I'm living in another world to you
and I can't help myself
Did I see tenderness where you saw hell? (Forget)
Did I see angels in the hand I held? (Forget)
God only knows what kind of tale you'd tell (Forget)
(living in another world to you)
(living in another world to you)
(living in another world to you)
Lo sapevo che sarebbe stata una pessima idea, quella di andare dai miei parenti a festeggiare il compleanno dell'ultimo nipote. Ho avuto un attacco d'ansia, che ricorda quelli che venivano a mio nonno, padre di mio padre. Mio nonno era un Signore, detestava le malelingue, le prese in giro, e chiamava, benchè non sembrerà molto signorile, scema mia nonna, perchè scema lo era davvero! Mia nonna, a differenza di mio nonno, prendeva in giro chiunque, convinta, da buona napoletana, che gli altri fossero "fessi". Da bambina detestavo mia nonna, odiavo passare le ore con lei, e sbattevo i piedi per terra.
La mia famiglia ha un punto debole: la lotta di classe. Da una parte c'è mio fratello maggiore, il benestante, che non farebbe male ad una mosca; dall'altra mio fratello minore, il povero. Mio fratello maggiore è un uomo buono, ma come tutti i benestanti vive in un mondo a parte. Logorroico e di orecchie deboli, come mia madre, non si rende conto quando qualcuno lo prende per il naso. Mio fratello minore, che fino a qualche anno fa era il mio preferito, ultimamente, per la compagna che si è trovato (ignorante quanto lui), non riesce a finire una conversazione, i suoi scopi nella vita sono: lavorare, lamentarsi, invidiare, "sfottere". Ora, le mie orecchie, che, a differenza di mia madre e mio fratello maggiore, funzionano, non sopportano certi rumori di sottofondo, nè le risatine sciocche fuori luogo. Così, come sempre accade, soprattutto quando sono vicina al ciclo, il sangue mi va alla testa, il braccio sinistro inizia a formicolare e il battito si fa veloce. Certo, ci sono abituata, conosco i miei ritmi, i miei attacchi, ma se mi trattengo è peggio, infatti sono scoppiata con: "MI SONO ROTTA I COGLIONI ME NE VADO A CASA!" Mia madre, ovviamente, mi ha dato della pazza, mio fratello maggiore, credo abbia capito, ha semplicemente sorriso. Sì, mio fratello maggiore è buono, Mio padre era in un'altra stanza a guardare la televisione, tanto per cambiare, penso abbia vinto l'Inter. Mio padre è l'eterno assente. Odio frequentare i miei parenti, non appartengo a loro, e loro non appartengono a me. E non me ne sbatte un cavolo se questo post verrà giudicato male.
I miei zii sono sempre stati degli spettri, eccetto uno, che il destino ha voluto morisse giovane.
Mio nonno, padre di mio padre, era un Signore. Buono quanto mio fratello maggiore, e un pochetto tirchio, non parlava mai male di nessuno, ogni tanto si faceva venire qualche crisi, che qualcuno confondeva con attacchi di cuore, in fondo ebbe tre infarti. Era ansioso, come me, nè più nè meno. Non sopportava le chiacchiere sterili, quando ne sentiva qualcuna, si alzava, si pettinava i pochi capelli che aveva in testa, e vestito di tutto punto esclamava: "Che schifo!" Usciva di casa per poi tornare alla sera. Ogni tanto spariva per giorni, certo con la moglie "scema" che si trovava, l'avrei fatto pure io. Quando gli morì il figlio (di cui sopra), il suo cuore iniziò a sbriciolarsi, lo sguardo si fece vuoto, e si spense in silenzio. Mia nonna, invece, sopravvisse, ma non perchè fosse una donna forte o perchè le donne siano migliori degli uomini, FESSERIE, era un'egoista, ha sempre vissuto con e per i suoi "sfottò". Mio nonno era un Signore.
Da bambina ero gelosa degli altri bambini, loro avevano dei parenti normali. Si sedevano sulle gambe dei nonni, ricevevano doni. I miei parenti, a parte i miei genitori, non mi hanno regalato nulla: affetto, giocattoli, soldi, racconti. A casa mia si è sempre urlato, e tra i miei fratelli si è creato un certo astio. La mia ex migliore amica aveva una zia con cui parlare, una nonna che le raccontava storie, io avevo dei nonni "particolari". Mia nonna, madre di mia madre, mi ha sempre fatto pena, si sposò un mostro, con cui visse fino alla sua morte, avvenuta molti anni fa. Da lei ho ricevuto soltanto severità, da suo marito, beh, da suo marito lasciamo perdere.
Mia madre è l'unica che salvo. Chi frequenta la mia famiglia rimane stordito, sembrano persone normali, sotto sotto ci sono segreti e bugie, invidia e rancore.
Tutto questo mi ha resa la donna che sono: a casa mia si piange poco, a casa mia ci si affeziona poco, a casa mia non si seguono una serie di formalità. I miei genitori mi hanno insegnato l’educazione, ma a vivere ci ho pensato io. Non sono stata difesa, protetta o amata quanto avrei voluto. Non sono attaccata alla famiglia, benché non sopporti che qualcuno parli male di loro; non ho radici; conosco a malapena la storia dei miei nonni o dei miei bisnonni; non ho una terra. Sono una donna a metà, e quando qualcuno piange per un amico o un conoscente, mi sento un’aliena. Non amo le lacrime, non vado ai matrimoni, salto i funerali, le condoglianze le faccio appena. Forse, molti di voi non capiranno come possa aver amato soltanto alcune persone. E ancora... altri non capiranno come io possa essere capace di tanto amore, ma anche di tanta indifferenza... con i "traditori". Non mi affeziono alle cose, riesco a resettare il cervello, a spalmare i ricordi in piccole e grandi scatole, perché è l’unica difesa in caso di attacco e abbandono. Non dimentico nulla, agisco sulle emozioni, fino a cancellarle e a cancellare l’anima dell’intera persona. Questo significa essere orsi, il resto è mal costume o timidezza. L'orso non conosce le parole: convenzione, formalità e sentimento. Quando amo, Amo, quando m'innamoro, m'Innamoro, quando sono indifferente, sono Indifferente. Forse esagero, ma preferisco un giorno da leone che cento da pecore, per questo mi hanno sempre chiamata in molti modi: asociale, strana, aliena...
I've seen heroin for myself
On the street so young laying wasted
Enough ain't it enough
Crippled world
I just can't bring myself to see it starting
Tell me how I fear it
I buy prejudice for my health
Is it worth so much when you taste it?
Enough there ain't enough hidden hurt
A time to sell yourself
A time for passing
Spirit
How long?
Spirit